Impronte

Nel condividere il pensiero de “la bibbia dei poveri”: che nel ritrarre l’episodio evangelico consentiva a chi guardava di “ascoltarne con gli occhi” la narrazione; unitamente al pensiero che tale narrazione artistica dovesse tentare di farsi, non solo il più didascalico possibile, ma anche opportunità di ascolto libero a partire dalla propria esperienza di vita, tuttavia tentando di offrirsi con una certa “oggettività”, si è perciò reso prezioso porre le basi dell’elaborato grafico a partire da un approccio esegetico del testo della scrittura:
dove per esegetico è inteso sia l’approccio ai testi nelle traduzioni latino-greca-ebraica, così come alla tradizione patristica; tenendo cari quanto più possibili i criteri dell’iconografia classica senza prolusioni emotive attualizzate o a personali interpretazioni, nella speranza di semplicemente lasciare massimo spazio all’Eloquenza del testo stesso e alla multiforme possibilità della persona di Ascoltarlo-Guardarlo.
Infine la scelta di materiali semplici, semplicissimi: che fanno il reciproco servizio di valorizzarsi a vicenda: il legno lasciato “nudo”, solo levigato e smussato, i colori a gesso, il fissante ad acqua propriamente per muri, che evidenzia le tonalità del gesso rendendolo permanente sul legno che a sua volta rivela così le sue linee o nodi o sfumature, per trasparenza dai colori stessi . Senz’altro i materiali poveri rendono le produzioni artistiche economicamente accessibile a chiunque;
essendo una scelta di fondo in ordine alla concretezza e possibilità dell’accesso ad un certo lavoro artistico, ultimo aspetto di una convinzione che tale sia l’accesso all’annuncio evangelico.
Se e quando è possibile su commissione oltre che ricercare una immediata corrispondenza tra l’occasione per cui è richiesta l’icona (battesimi o matrimoni o altro) ed il soggetto e il contenuto, è gradito anche un semplice imput della persona che lo richiede: un ricordo di un testo, un’occasione che si è fissata chissà dove nell’esperienza di vita, perchè sia un modo di rendere viva nelle storie personali e nel tempo l’icona . La parola.
È importante per me far presente che si tratta sempre e solo di opere prime: il soggetto o il tema è senz’altro riproducibile, ma non lo è l’esito finale: la persona specifica che lo richiede e/o la rinnovata riflessione che fa approdare al testo nelle modalità di cui sopra, non consentono (né lo perseguo) un lavoro in serie.
A tal riguardo di seguito ho inserito una serie di icone su legno e di affreschi a farsi una idea dello stile, della resa finale.
Lo stile è influenzato fortemente dall’iconografia copta (cristiano copta e non solo ) propria delle zone egizie e limitrofe; come pure da un artista contemporaneo operante in Brasile, quanto la ricerca della semplicità delle linee e della frequente caratteristica di mani più grandi rispetto alla opportuna proporzione.
Infine lascio la disponibilità dei formati lignei di cui normalmente faccio uso, ma senz’altro di fronte a specifiche richieste, come per dimensioni maggiori, c’è l’assoluta possibilità di accordarsi.
Grazie, Marta Samaritani
(marta.samaritani@gmail.com)
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